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Immagini acquatiche
di Claudio Cerritelli

Immagini acquatiche
L'uso dell'acqua nelle ricerche degli artisti contemporanei é qualcosa di più di un semplice riporto naturalistico, si tratta di una fantastica regressione alle origini dell'atto creativo, un viaggio, alle fonti della forma, quasi ritrovando il senso della nascita e l'impulso primitivo dell'esistenza. D'altro lato, l'immagine dell'acqua é portatrice anche di oscuri sentimenti, di paure e di angosce che risiedono nel suo essere inquieta e profonda, insondabile e sconosciuta come una materia dai movimenti imprevedibili. Quello straordinario sognatore della materia che é il filosofo Gaston Bachelard ha compreso la complessità dell'acqua come materia di sogni ininterrotti, materia amata fin dall'infanzia come stato di immaginazione che infonde alla realtà ben altri significati di quelli conosciuti. L'acqua, prima di essere elemento esterno da osservare o da utilizzare é qualcosa dentro di noi, il suo carattere fluido le permette di combinarsi con altre sostanze senza perdere la propria identità. Anzi, é durante questo incontro con diverse materie che si esalta la sua natura transitoria, il suo continuo fluire, la sensazione che nulla é immobile anche quando si incontrano ostacoli o addirittura quando la situazione é stagnante. Scrive Bachelard: " l'acqua é una materia che si vede d'appertutto nascere e crescere. La sorgente é una nascita irresistibile, una nascita continua". L'idea del movimento é dunque l'aspetto dominante dell'acqua, il carattere che oscilla nella nostra coscienza tra momenti positivi e valori negativi, tra stati d'animo felici e altri carichi di angoscia. Tutto ciò avviene anche nella elaborazione degli artisti contemporanei, e mi riferisco non tanto a quelli che rappresentano questi elementi dal punto di vista pittorico o scultoreo, quanto a coloro che ne fanno uso diretto, penso soprattutto agli artisti che collocano le loro forme a contatto con l'acqua, oppure artisti che la usano come struttura fluida del lavoro, o altri ancora che alludono alla sua presenza in modo così illusorio da renderla quasi reale, palpabile. Dal famoso "Mare" di Pino Pascali alle istallazioni di Robert Smithson, dall'uso dinamico che ne ha fatto Klaus Rinke a quello ritmico di Fabrizio Plessi, dagli studi sull'acqua di Giuseppe Chiari alle scritture acquatiche di Maurizio Nannucci, per non parlare delle istallazioni sull'acqua che esaltano il senso del flusso e dello scorrimento. Dunque, molteplici sono stati e sono le azioni che hanno trattato l'acqua come energia materica in grado di alimentare nuovi processi linguistici. Quando si affronta il problema di utilizzare la memoria dei corsi d'acqua mi sembra che l'importante sia lavorare creativamente a favore di un'attivazione fruitiva dell'ambiente. Fuori da qualsiasi opportunismo ecologico é essenziale percepire il rapporto con l'ambiente come vera necessità, come un’osmosi capace di far fronte ai processi di estinzione della natura. Lavorare intorno al divenire di un elemento insostituibile come l'acqua significa adoperarsi non solo per la bellezza del linguaggio della natura ma direttamente per il proprio vivere, per la qualità del vedere e sentire le cose che ci circondano. Gli artisti sono sensibili a questo territorio di sensazioni derivanti dalle possibilità immaginative dell'acqua, in esse affondano volentieri il loro pensiero poetico, sicuri di trovarvi un principio di vita profonda, un valore che va al di là degli oggetti, delle opere, delle strutture linguistiche via via adottate. Nel grande archetipo dell'acqua l'artista rivive lo stupore del primo incontro con la materia e, con l'arte, anche il lettore può tornare a sognare il rapporto originario con l'esperienza estetica del mondo.


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